Massimo Montorsi
Pittore
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Angoli Segreti
Galleria del Borgo, via Cantelli, 3 - Vignola (MO)
1 - 30 ottobre 2011
La mostra prosegue al
Bar Acquarello, Corso Italia, 69 - Vignola (MO)
1 - 30 novembre 2011
YouTube, anteprima opere in mostra: clicca qui |
Atelier via Crespellani 24 - Savignano sul Panaro (MO)
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Opere |
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Testi critici
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Montorsi: eclettismo e libertà di Marco Grimandi
Crediamo che la formazione di un artista risulti più solida e sincera quando avviene senza rivoluzioni, ma per passaggi progressivi, contigui. La personalità indipendente e autodidatta del Montorsi si forma inizialmente nella fotografia. L’obiettivo gli permette infatti un’esplorazione ampia del mondo circostante. La sua pittura degli esordi è invece centrata su pochi temi, in particolare paesaggi con vigneti e campi di lavanda. In questa prima fase la semplificazione nella scelta di tali soggetti lascia spazio all’artista di sperimentare un uso vivace e intenso del colore, che ritroveremo in tutta la produzione successiva. Intanto, lasciate le suggestioni provenzali il pittore Savignanese ha riportato l’attenzione al paesaggio nostrano, che dipinge direttamente “en plein air”. Egli può così abbandonarsi a un’ispirazione più immediata, trascrivendo le sue impressioni sulla tela in tempo reale. È questo il primo felice incontro dell’autore con la pittura dal vero: da qui in poi Montorsi dipinge incessantemente dal vivo ogni sorta di soggetto, compresa la figura umana, tema fino a poco tempo fa assente dal suo orizzonte pittorico. L’artista mette a punto una galleria di ritratti, e il mezzo che predilige è il pastello, tecnica che lascia poco spazio alle correzioni. Per questo il linguaggio è allusivo, il tratto è leggero: Montorsi pare accennare, suggerire il movimento o l’espressione di un viso con pochi tratti non dissimulati. La scoperta della figura umana gli schiude nuove possibilità espressive: egli rende abitati i paesaggi e luoghi della sua pittura, creando infine scene aneddotiche: il bar, l’incontro, l’aperitivo. In queste opere l’artista deve rinunciare a un’esecuzione estemporanea del quadro, ma il senso di realtà ci viene restituito attraverso una ricostruzione scrupolosa che si avvale anche dell’ausilio fotografico. L’autore conserva però il tocco impressionista, con cui stempera e alleggerisce un approccio al vero troppo minuzioso. La coloritura è intensa e libera, anche se talvolta la tavolozza passa d’improvviso a un registro più terreo, quasi monocromatico, in certe scene di interni o di bar. Montorsi ci ha abituato a questi cambi di tono. È il suo modo di rappresentare i molteplici luoghi e le situazioni che ama: dal paesaggio Savignanese, alla modella in posa nell’atelier, fino alla convivialità di una scena notturna. E’ un ritorno all’eclettismo fotografico, che rende ogni cosa degna di essere rappresentata in un quadro. Per dare forma a così diverse istanze pittoriche l’artista è pronto ad avventurarsi in terreni che confinano con l’illustrazione, la decorazione, la pittura astratta. Per rendere il particolare effetto di luci artificiali e notturne, ad esempio egli ricorre a decise campiture di colore e all’uso “tagliente” di ombre e chiaroscuri. La vibrazione cromatica di un paesaggio estivo è invece affidata alla trama obliqua della pennellata, quasi un tratteggio serrato, stretto, ma che obbedisce a un’idea ampia della forma. Ne deriva una pittura eterogenea e senza etichette. Montorsi non si propone di compiacere la critica, né assecondare un pubblico specifico. La sua dimensione è l’eclettismo e la libertà. Ciò che lega insieme le diverse istanze della sua pittura è la seduzione e la necessità del “vero”, che il pittore indaga in tutte le sue forme; preoccupato solo di assecondare la natura e cercare la realtà. Diceva Gustave Le Bon: “Il vero artista crea, copiando”
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Coralità di rappresentazione di Michele Fuoco
Dal Borgo Antico di Savignano, dove ha lo studio, Massimo Montorsi volge lo sguardo sul paesaggio che lo circonda per appropriarsi dello splendore della natura esaltata sulla tela nella sua vitalità e bellezza. Una natura, orgogliosamente gelosa delle proprie meraviglie, che l’artista cerca di accarezzare anche nelle intime risonanze, con una tavolozza capace di esprimere impulsi e linfe vitali per una ricostruzione melodica della vegetazione. Pochi gli elementi (qualche casolare, un campanile, una canonica, un ponte) costruiti dall’uomo, considerato spesso il profanatore dell’equilibrio, dell’armonia della natura. Montorsi punta direttamente ad un paesaggio incontaminato che egli connota di purezza, spesso attraverso la presenza della neve (Freddo inverno, Neve di marzo, Nevicata, Alba…). E la stessa neve accentua il carattere di incanto di cui godono i luoghi del cuore in cui l’artista si sente immerso, sostenendo un criterio di selezione di particolari (alberi, cespugli, sentieri…) che si pongono in un rapporto di vivificante congenialità con le colline e le ampie distese dei campi. E’ forte il desiderio di stabilire un attivo e accorato rapporto con la realtà naturalistica, anche quando Montorsi riprende il colloquio con uno scorcio (Campo giallo) sul Tiepido a San Donnino e con quello (Riflessi sul Guerro) di intensa vegetazione che si specchia nelle acque del canale. La realtà prende forma in una coralità di rappresentazione, con un colore trepido e meditato che esalta nella luce la corrispondenza affettiva che l’artista stabilisce anche con il miracolo del risveglio della natura a Primavera, senza disperdere la sensazione di delizia che spira dentro le cose. Il che si avvera anche nel quadro dove le mucche al Pascolo non turbano la serenità di un luogo intatto, incorruttibile. Con la natura, rinnovata fonte d’ispirazione, l’artista, capace di far tesoro dei viaggi in paesi stranieri, riprende il colloquio, anche nel tramare un paesaggio di memorie, di serena nostalgia, come accade nell’opera che raffigura i Raccoglitori di lavanda della Provenza, con un’attenzione alla determinazione degli spazi e dei lavoratori con caratteristiche sacche per mettere insieme i profumatissimi arbusti. Continuo è l’esercizio di controllo che l’artista svolge sulla sua opera, elaborata con una pratica figurativa che dà significato pure alle piccole cose (uva, melograni, anfore, brocche di vetro e rame, bottiglia di Nocino) delle nature morte. Importante per Montorsi l’esperienza di fotografo per il “taglio” con cui concepisce l’immagine. Ma non pochi i debiti nei confronti dell’Impressionismo, dei cui maestri (in particolare Van Gogh) Montorsi ha realizzato, in passato, copie di capolavori. Innegabili anche gli insegnamenti dell’artista Marco Grimandi, di cui egli frequenta la scuola a Spilamberto. E ciò si avverte nella figura, con il superamento di certi compiacimenti estetici che impegna l’artista a svolgere il suo lavoro con una intensa passione conoscitiva, radicando la sua ricerca tra gli umori e le inquietudini del tempo. Montorsi porta la sua meditazione, con una nuova considerazione estetica e una manifestazione linguistica di sensuale cromatismo, sul Ballerino di flamenco e su ragazze che distillano persino una misurata tristezza. Una sorta di rievocazione di una giovane che mette il rossetto e si guarda nello specchio, mentre si trova nella sua cameretta, fa lievitare l’Innocenza di gesti quotidiani di una creatura che tiene ancora vivo il suo candore d’animo con ingenui gesti quotidiani. Sentimenti di solitudine e di ricordanze malinconiche affiorano dai nudi femminili, realizzati a pastello: dalla donna di dolcezza, quasi pensierosa, che pare registrare esperienze di accadimenti interiori, alla fanciulla che, coperta in parte da un drappo, sembra godere delle forme del suo corpo che guarda con una certo compiacimento. Nella compostezza della figurazione la pittura definisce uno stato d’animo, una sensualità, ma anche sensibilità sottili e complicate, come nei due quadri che raffigurano, in modi diversi, ragazze al bar che, in stato di attesa, manifestano una strana indifferenza, una condizione di disagio. Un’attenta analisi condotta su sottili angosce esistenziali.
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Galleria
Link Consigliati
http://grimandi.ilcannocchiale.it/
Massimo Montorsi
via A. Crespellani 24
Savignano sul Panaro (M0)
cell : 3296881977